Angelo Di Livio e PlanetWin365
December 5, 2011 on 18:07 | In Comunicazione, News, Video | No CommentsVersione SPOT
Versione Completa
Nella produzione del video partecipano anche Gianluca Pagliuca e Angelo Di Livio in ruoli che non avete mai visto.
Il sito PlanetWin365 offre inoltre modalita’ di betting altamente competitive e innovazione tecnologica per permetterti di scommettere dal vivo quando vuoi.Dai un’occhiata qua:
http://www.365planetwin.com
I crediti della campagna sono:
Production Company: sks365
Director: Mauro Meconi
Offline Editor: Massimiliano Cecchini
Post Production House: Guglielmo Guarnera
Audio Post Production: Giuliano Radiciotti
Sound Design & Final Mix: Guglielmo Guarnera
Music: Alessandro Montanari
Popularity: 5% [?]
We are Terranova project
October 20, 2011 on 18:05 | In Comunicazione, News, Video | No CommentsIl video e’ il trailer del progetto “We Are Terranova” e lancia una serie di cinque mini documentari girati tra l’Italia, Parigi , New York e Istanbul.
I protagonisti sono 5 impiegati (fashion designer, social media manager, cool hunter, art director,produttore) di Terranova che, appassionati del loro lavoro, raccontano la loro esperienza, il loro stile, e il loro ruolo nell’impresa.
L’idea è di eliminare ogni barriera tra il consumatore e la marca, mettendoci la faccia nel vero senso della parola, in un rapporto “peer to peer” utilizzando i social media e la comunicazione digitale.
I 5 video (e tutto il progetto We Are Terranova) si possono vedere sul sito www.weareterranova.com dov’è possibile per i followers approfondire il rapporto con la crew e partecipare a competition molto easy.
Produzione: FabbricaVirali
Regia : DaxZen
Musica : Is this love – Clap your hands
Popularity: 3% [?]
Speakers’ Corner, il “non luogo” dei cittadini. Un modo diverso di sentirsi comunità
October 14, 2011 on 19:45 | In Comunicazione, My Works, News | No Comments
Civitanova Marche: Nato quasi in sordina pochi mesi fa su Facebook, lo “Speakers’ Corner” di Civitanova Marche è un fenomeno – potremmo anche definirlo “civico” – che sta riscuotendo consensi e forse replicabile in altre città. Il gruppo sul social network sta crescendo e, come spesso capita per le esperienze 2.0, si è sentita l’esigenza di incontrarsi di persona: domenica 16 ottobre Civitanova Speakers’ Corner organizza un pomeriggio all’insegna della musica, dell’arte e del dialogo nella zona del Lido.
“Un modo diverso di sentirsi comunità“, questo è il sottotitolo dato all’incontro ed è quanto mai esplicito l’intento del gruppo: trovare un motivo di incontro sia virtuale che reale per parlare della propria città, esprimere un’opinione.
Ma perché chiamarlo Civitanova Speakers’ Corner? “Lo Speakers’ Corner (in italiano: angolo degli oratori) – ci spiega il gruppo degli organizzatori – è un’area dell’angolo nord orientale di Hyde Park, a Londra, vicino a Marble Arch e al luogo dove sorgeva il patibolo di Tyburn. È un luogo tradizionale di discorsi pubblici e dibattiti, specialmente la domenica mattina, che ha preso il posto di un luogo precedente, più all’interno del parco, noto come Reformer’s Tree”.
Hanno utilizzato lo Speakers’ Corner londinese anche personaggi famosi, non solo persone comuni. Più spesso oratori abituali chiaramente distanti dalle idee della maggioranza. Fra i nomi noti vanno ricordati Karl Marx, Lenin, George Orwell e William Morris. Anche i politi inglesi, durante le campagne elettorali, non disdegnano di salire sulla cassetta che sostituisce il palco. Ognuno può dire ciò che vuole sugli argomenti più disparati, ma deve sapere che dovrà confrontarsi – e prepararsi buone argomentazioni – con chi sta ad ascoltarlo e ha opinioni diverse dalle sue. Libertà di opinione e dialettica concreta.
“In questo caso Civitanova Speakers’ Corner – continuano a spiegarci – è come la versione immateriale dello Speakers’ Corner londinese, dove chiunque può montare sulla propria cassetta di legno a mo’ di palco e predicare sul mondo in assoluta libertà. Occupando un angolo di spazio pubblico per dire la sua. Questo gruppo garantisce una sorta di extraterritorialità che consente a ciascuno di dire fino in fondo tutto ciò che pensa su Civitanova Marche. Un po’ circolo, un po’ palcoscenico, un po’ salotto, un po’ sezione di partito, un po’ piazza, un po’ caffè. Civitanova Speakers’ Corner vuole rappresentare un modo diverso di sentirsi comunità. Un “non luogo” in cui parlare di Civitanova: dei problemi di Civitanova, dei progetti, dei sogni per Civitanova! Un luogo libero in cui ogni Civitanovese può gridare qualsiasi cosa: pensieri, idee, esperienze, storie, necessità, bisogni, problemi, sogni, incubi, denunce, disagi, emozioni. Il fine di questo gruppo è quello di far emergere il bello ed il brutto della nostra città, deve essere una sorta di introspezione, di autoanalisi per capire come era la nostra città, com’ è e come sarà. O meglio, come vorremmo che sia”.
Divertenti anche i detti civitanovesi tilizzati dal gruppo, che rivelano l’attaccamento al territorio anche se praticato con mezzi potenzialmente globali: “Pe cantà ce vò la voce“,”Le chiacchiere fa li pedocchi“.
Per partecipare o ‘ascoltare’ le voci dello Speakers’ Corner civitanovese bisogna avere già un profilo Facebook attivo. Il gruppo lo trovate qui.
E, invece, per dare un volto al gruppo, diamo i nomi di chi compone il comitato organizzatore dell’evento: Ariano Lattanzi, Belinda Emili, Caterina Trucchia, Chiara Giorgetti, Gaetano Coppola, Giorgia Cappella, Jacopo Demarchèlièr Carassai, Luca Doria, Enrico Lattanzi, Mauro Pelacani, Mirco Ciavattini, Moira Giusepponi, Pier Paolo Rossi, Stefano Massimiliano Ghio, Vincenzo Cozzolino.
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Marketing contromano
July 4, 2011 on 21:59 | In Comunicazione | No CommentsDa un articolo di Subvertising che mi è particolarmente piaciuto di Sabrina Spina
Vita grama quella dello spot. Nei rampanti anni ’80 l’advertising televisivo fa da padrone negli investimenti pubblicitari delle aziende, è l’ambito in cui sperimentare nuove tecniche comunicative al grande pubblico… quanti film di quel periodo vi ricordate che hanno per protagonista l’icona del brillante art director di grandi agenzie pubblicitarie?!
Oggi l’icona è un po’ sbiadita. Le agenzie, ormai incastrate in un meccanismo che risponde più a equilibri economici che ai nuovi trend comunicazionali, non sono più – nella maggior parte dei casi – una fucina di nuove idee ed esperimenti ma esecutori di strategie di marketing delle aziende commissionanti, il che rende il settore autoreferenziale e poco stimolante soprattutto per chi lo guarda. Mentre in tv la pubblicità invecchia, il web è la solita boccata di ossigeno per chi ha voglia di novità. E infrange le regole basilari del percorso tradizionale dello spot, percorrendolo anche a ritroso. Dal flusso azienda, creativo, film pubblicitario al rewind…spot, creativo, azienda. Partiamo dalle origini. L’arcinoto video esplosivo Mentos – Coca Cola, il video che mostrava la vistosa reazione prodotta da una Mentos in una bottiglia di Coca Light. Centinaia di migliaia di click, un fenomeno di costume e l’attenzione immediata delle aziende interessate. I due ‘creativi’ vengono risucchiati nei meccanismi dei due colossi che si appropriamo dell’idea e creatività coprendo di fama e gloria i due improvvisati scienziati della rete.
Il fenomeno del marketing contromano è appiccicoso e persistente quanto l’intruglio dei Mentos Experiment. Clio make up è un esempio tutto italiano Clio, al secolo Clio Zammatteo, ha cominciato a caricare tutorial su YouTube per condividere le nozioni di make up apprese ad un corso di specializzazione newyorkese: spiega passo-passo alle utenti come ottenere un “make up” perfetto. I video hanno molto successo, le visualizzazioni aumentano. Nell’arco di circa un anno, Clio apre un sito, un blog, tiene eventi, fino ad essere reclutata dalla Pupa per operazioni di marketing brandizzate…. Più recente il fenomeno delle Ragazze “Bira e Calippo”, protagoniste per caso di un video di grande impatto, prese al volo dalla Treccani per uno spot televisivo sulla lingua italiana (se ne parla nel numero 35 del nostro Subvertising, articolo di Alessandro Del Re, “Subvertised Culture”). In questo percorso contromano sta correndo il video ‘Perché tu mi piaci’ emozionale quanto basta per fare breccia nel cuore tenero degli italiani. Risultato: un botto di click e la fila, sembra, per cavalcarne il filone e agganciarci un brand o un prodotto. Abbiamo incontrato Niccolò Dal Corso, uno dei tre creativi milanesi autori del video.
“La gestazione del nostro video è stata lunga: è cominciato tutto tre anni fa quando ci siamo trovati a riflettere come realizzare un video virale che potesse emergere. I tre fattori determinanti sono stati una buona qualità della produzione, un target trasversale e giocare su un sentimento nuovo. Riguardo alla trasversalità, siamo stati noi i primi ad essere sorpresi quando ci siamo resi conti di quanti diversi target erano stati colpiti dal video, è stata una cosa inaspettata!
Ancor più determinante è stata l’idea su cui abbiamo giocato: ci siamo cimentati in un film d’amore in stile melò, che peraltro non è nemmeno nelle nostre corde, ma in questo caso cercavamo un messaggio diverso per un tema classico come l’amore. Abbiamo deciso di creare una bella storia sul concetto che “l’amore vero è quello che dura” e abbiamo toccato un nervo scoperto della nostra società. Paradossalmente abbiamo raccontato in un modo nuovo il sentimento più ancestrale, l’amore, che nelle pubblicità classiche è ormai rappresentato con le stesse immagini, gli stessi concept, gli stessi personaggi stereotipati e sempre uguali”. “Perché tu mi piaci” è stato caricato in Vimeo e non è stato spinto da nessuna azione mirata a pagamento; la spinta maggiore è arrivata da Facebook (1 milione e 800mila visite solo nel social network), con un meccanismo virale che è partito fin dal secondo giorno di presenza in rete: “Tutti quelli che hanno ricevuto il video l’hanno girato ad altri, poi abbiamo cominciato a ricevere commenti dalle persone che non ci conoscevano, infine ha sconfinato all’estero” continua Dal Corso. Ad oggi il video ha totalizzato 2 milioni e 200 mila visualizzazioni”. Dopo l’esplosione in rete, cos’è successo con “Perché Tu Mi Piaci”? Quando abbiamo girato avevamo in mente alcuni brand e sono proprio quelle aziende che poi ci hanno chiamato. Ci tengo a precisare che non siamo stati noi a contattare le aziende bensì il contrario! In questo momento siamo in trattativa con un’azienda per realizzare i due episodi successivi
al primo video: abbiamo in mente una campagna completamente virale. La cosa interessante è che siamo riusciti a realizzare uno spot di successo senza uno studio dei valori del brand da pubblicizzare: questo ci rende ancora più convinti che oggi ciò che la gente vuole dalla pubblicità è sentirsi raccontare storie che colpiscano al cuore! Democrazia di espressione, nuove regole di comunicazione, storie che colpiscono al cuore consumisti consumati…ci sarà una nuova vita per il vecchio spot?
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Lube Banca Marche Macerata e PARS
April 7, 2011 on 18:41 | In Comunicazione, My Works, News | No CommentsInsieme per schiacciare la droga.
Creare connubio, consenso, in vista di un obiettivo grande, mirare in alto e costruire, fare. Con Pars Coop. Sociale si è fatto tutto questo.
Popularity: 14% [?]
Cravendale: Cats with Thumbs
March 2, 2011 on 19:38 | In Comunicazione, TV, Video | No CommentsBhe… niente di più elementare… a chi piace terribilmente il latte?!?!?
Full Credits
Agency: Wieden + Kennedy London
Client: Cravendale
Creative Director: Sam Heath
Agency: Wieden + Kennedy London
Creative Director: Chris Groom
Creative: Hollie Sayers
Creative: Freddie Powell
Agency Producer: Lucy Russell
Planner: Theo Izzard Brown
Media Planning: Carat
Production Company: Smith and Jones Films
Director: Ulf Johansson
Production Company Producer: Philippa Smith
Offline Editor: The Whitehouse
Editor: Russell Icke
Post Production: MPC
Lead Flame/VFX Supervisor: Kamen Markov
Assist Flame: Richard McKeand
Assist Nuke: Ryan Hadfield
Assist Nuke: Heather Goodenough
Assist Nuke: Neil Griffiths
Matte Painter: Charlotte Tyson
Telecine: Jean Clement Soret
Post Producer: Josh King
Sound Studio: Wave London
Engineer: Jack Sedgwick
Music: Tonic Music
Composer: Multiverse
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La pubblicità fa pubblicità a se stessa: Disorientamento, spot INCA
February 22, 2011 on 22:17 | In Comunicazione, TV | No CommentsQuando la comunicazione fa parlare di se stessa: a volte la pubblicità diventa ridondante, i media parlano di essa.
Prendo spunto per questo post da un articolo del Corriere (vedi qui), quando infatti le agenzie lavorano bene i costi dello sviluppo di un piano pubblicitario devono tener conto del tam tam mediatico: internet fa la voce grossa ma anche la stampa classica o la tv trattano le buone idee di comunicazione con interesse.
Nella scelta di un partner che possa sviluppare la loro idea di comunicazione i manager tengono conto di questo? Non è detto che un’idea costosa sia da scartare se dopo viene commentata e valutata da un numero elevato di media (in questo caso è tutta pubblicità gratuita!!!). Capita spesso che le gare o la vista miope legata alla valutazione solo degli effetti primari delle campagne riesca a non far produrre capolavori in grado, magari, di far parlare di loro stessi senza spenderci una lira ma anzi guadagnandoci in credibilità e visibilità. Come suggerito da un’eminente psicologa possiamo anche parlare di metapubblicità.
Ecco lo spot che dà un’idea di ciò che ho scritto in precedenza: agenzia Mosaico Studio Engineering per INCA,il patronato della Cgil che si occupa di tutela dei diritti individuali (lavoro, salute, cittadinanza, assistenza sociale ed economica, previdenza pubblica e complementare).
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