Raisin Bran Crunch: Alien

December 17, 2009 on 0:55 | In Comunicazione, TV | No Comments

Non so perché ma sono scoppiato a ridere al secondo fotogramma! Fantastica l’idea e originalissimo il contesto!!
D’altronde Kellogg’s con idee di Leo Burnett

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Target: There Yet

December 16, 2009 on 0:41 | In Comunicazione, TV | No Comments

Credo un po’ anonimo… dalla scelta del cast fino ai dialoghi…

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Honda: Everything

December 15, 2009 on 0:32 | In Comunicazione, TV | No Comments

Bello il concetto, tecnicamente ineccepibile ma penso sia di scarsa comprensione verso il pubblico e poco emozionale

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Barnardo’s: Memories

December 6, 2009 on 15:58 | In Comunicazione, TV, Video | No Comments

Prendo spunto da questo post per fare qualche riflessione ad alta voce.
E’ un fatto che molti delinquenti sono minorenni.
E’ un fatto che si inizia a drogarsi in adolescenza.
E’ un fatto che si inizia a prostituirsi in adolescenza.
E’ un fatto che le lacrime più amare e le sofferenze più grandi le subiamo e le viviamo in adolescenza.
Di fatti ne potremmo raccontare a milioni: le cronache sono piene.
Ma i fatti non muovono le montagne. I fatti, nella storia del mondo, non hanno mai mosso nulla. E’ la fede che muove le coscienze e realizza gli eventi, è la fede che rende possibili i sogni, è la fede che muove le montagne.
In questo spot di un minuto c’è la fede raccontata: i fatti che si vedono fanno parte di una storia. Le storie raccontano la fede.

La pubblicità a volte è solamente informativa, a volte è solamente un contenitore colorato e bello ma pieno di escrementi, a volte è un racconto subdolo creato per il solo scopo di vendere un prodotto ma ci sono occasioni nelle quali gli spot riescono a trasmettere la fede attraverso il racconto di una storia. In questo breve ma intenso spot è successo questo: la fede di poter cambiare qualcosa nella prospettiva di crescita delle nuove generazioni.
Siamo quello che ci è stato buttato dentro: se in noi è stato riposto oro siamo contenitori preziosi, ma se in noi sono stati riposti escrementi saremo molto probabilmente dei contenitori maleodoranti e fastidiosi.
I bambini e gli adolescenti sono contenitori vuoti che vengono riempiti dagli adulti.

Full Credits
Agency:The Hive, Dublin
Agency Producer:Margaret Livingstone
Client:Barnardo’s
Agency Creative:Adam Craine
Production Company:Blinder
Director:Gary McKendry
Director of Photography:Simon Walsh
Production Company Producer:Helen Hayden
Editor:Juniper Calder
Audio:Reelgood
Track:James McMorrow
Grader:Gary Curran
Flame:Allen Sillery

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Storytelling. La fabbrica delle storie

December 4, 2009 on 11:49 | In Libri | No Comments

storytell

L’arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell’uomo sulla terra e ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali. Ma, a partire dagli anni Novanta del Novecento, negli USA come in Europa, questa capacità narrativa è stata trasformata dai meccanismi dell’industria dei media e dal capitalismo globalizzato nel concetto di storytelling: una potentissima arma di persuasione nelle mani dei guru del marketing, del management, della comunicazione politica per plasmare le opinioni dei consumatori e dei cittadini. Dietro le più importanti campagne pubblicitarie – e ancor più dietro quelle elettorali vincenti (da Bush a Sarkozy) – si celano proprio le sofisticate tecniche dello storytelling management o del digital storytelling. Questo è l’incredibile inganno ai danni dell’immaginario collettivo svelato da Christian Salmon nel libro, frutto di una lunga inchiesta dedicata alle numerose applicazioni del fenomeno: il marketing conta più sulla storia dei brand che sulla loro immagine, i manager si servono di aneddoti per motivare i propri dipendenti, i soldati in Iraq si allenano su videogiochi progettati da Hollywood, gli spin doctor descrivono la vita politica dei loro clienti come in un racconto.

Salmon Christian

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