Trasmettere la fede

May 31, 2008 on 1:08 | In Agesci, Comunicazione, News, Vario | No Comments

E’ da un pò di tempo che sto riflettendo sul concetto di fede da trasmettere ai giovani, agli adolescenti, a chi, fino ad oggi, non ha saputo o voluto trovre la propria fede.
Sono ginunto alla conclusione che fede è serenità, tranquillità nell’animo.
Arrivare a Dio è placare l’anima, è rinfrancarsi, è trovare quella serenità interiore che ci porta a identificarci, parlare, interagire con l’altro. Questo grande concetto non appartiene solo ai cristiani cattolici: credo sia di tutti, credo sia per ogni forma di Dio che viene venerata.
La pace e la trasparenza con Dio significa vivere una vita piena di gioia, orientata all’altro, alla condivisione e al moltiplicarsi delle gioie e al dividersi dei dolori: quando noi possiamo confidarci con l’altro le nostre gioie condivise si raddoppiano; i dolori condivisi alleggeriscono l’animo di chi si confida perchè rimane un pò sollevato e di chi è confidente perchè aiuta.
Trasmettere questo ai giovani significa togliere, eliminare il senso di colpa che deriva da una religione rigida e da un Dio giudicate e intransigente. La chiave di volta sta nella consapevolezza. Consapevoli di essere quello che si è, con i propri limiti ma anche e soprattutto con i propri talenti. La scuola, la vita, il lavoro corrono sempre più dietro a correggere gli errori e sempre meno ad esaltare le competenze: da questo deriva la frustrazione e un senso profondo di essere giudicati in malo modo, la paura, la sofferenza e una visione negativa della vita.
Sapere che Dio esiste ed è comprensivo ma non stupido significa guardarsi in faccia: quante volte poniamo i nostri bisogni come scuse nei confronti di mille situazioni? Quante volte ci costruiamo alibi per fare o non fare determinate azioni?
Se un giovane è credente perchè non fargli capire la bellezza della pace che si trova nella celebrazone e non la colpa nel non prendervi parte?
La comprensione lascia sempre più spazio al giudizio, da qui partono due strade: venire giudicati per le proprie azioni o venire compresi per le proprie azioni.
Venire giudicati significa trarre subito conclusioni e additare, far pesare il senso di colpa di un’azione incutendo terrore nella possibilità di sbagliare di nuovo, creare una sorta di lente d’ingrandimento che passa tutto al setaccio. Impaurire, mettersi al di sopra, creare una gerarchia negativa.
Comprendere è uno sforzo maggiore di pazienza, di dolcezza, di forza, di carattere, di ricerca, di bontà. Per comprendere bisogna innanzitutto analizzare, osservare, prendere tempo e utilizzare questo tempo in modo costruttivo, creando relazioni, interagendo e confrontandosi con se stessi e con gli altri, generando il senso delle azioni.
Comprendere è molto più difficile di giudicare.
Nella comprensione c’è l’incontro e la condivisione ma soprattutto c’è lo spostarsi, il muoversi della coscienza, del cervello e delle nostre idee. Comprendere è non fermarsi, è consolare e testimoniare.
Comprendere se stessi significa scavarsi dentro, darsi una mossa, scrollarsi di dosso tanta polvere. Ecco allora che i significati veri e concreti di quello che facciamo vengono fuori, ecco allora che ci specchiamo in noi stessi e possiamo vergognarci ma anche gioire di come siamo. Essere felici delle nostre azioni significa non avere sensi di colpa e poter essere sereni.
Questo andrebbe trasmesso: il rapporto con noi stessi deve essere trasparente, le nostre verità devono essere visibili, si dovrebbe accompagnare i ragazzi ad una presa di coscienza delle proprie azioni.
Chiaramente in chi accompagna la stabilità e la concreta adesione ai propri principi con una marcata e continua ricerca della propria verità è fondamentale, la ricerca dell’empatia con l’altro è una caratteristica sensibile e fondante.
Il lavoro è lungo, duro, sfiancante ma che da risultati incredibili: si formano uomini e donne.
Da qui parte una riflessione forte sul senso del confronto e della messa in piazza delle proprie idee per chi accompagna i ragazzi.

Luca

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Non maledire questo nostro tempo

May 30, 2008 on 10:28 | In Vario | No Comments

L. Lunari, G. Negri

Non maledire questo nostro tempo
Non invidiare chi nascerà domani,
chi potrà vivere in un mondo felice
senza sporcarsi l’anima e le mani.
Noi siam vissuti come abbiam’ voluto
negli anni oscuri senza libertà.
Siamo passati tra le forche e i cannoni
chiudendo gli occhi e il cuore alla pietà.

Ma anche dopo il più duro degli inverni
ritorna sempre la dolce primavera,
la nuova vita che comincia stamattina,
di queste mani sporche a una bandiera.
Non siamo più né carne da cannone
né voci vuote che dicono di sì.
A chi è caduto per la strada noi giuriamo
pei loro figli non sarà così.

Vogliamo un mondo fatto per la gente
di cui ciascuno possa dire “è mio”,
dove sia bello lavorare e far l’amore,
dove il morire sia volontà di dio.
Vogliamo un mondo senza patrie in armi,
senza confini tracciati coi coltelli.
L’uomo ha due patrie, una è la sua casa,
e l’altro è il mondo, e tutti siam’ fratelli.

Vogliamo un mondo senza ingiusti sprechi,
quando c’è ancora chi di fame muore.
Vogliamo un mondo in cui chi ruba va in galera,
anche se ruba in nome del signore.

Vogliamo un mondo senza più crociate
contro chi vive come più gli piace.
Vogliamo un mondo in cui chi uccide è un assassino,
anche se uccide in nome della pace.

Cantata da: I Gufi – 1967

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Philips e il modo di vedere le donne

May 27, 2008 on 8:26 | In Comunicazione, Video | No Comments

Nuovo commercial di Philips… intrigante!! Sarà stato pensato da donne per le donne…??

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La povertà

May 26, 2008 on 13:26 | In Vario | No Comments

Leggendo Roberto Mancini vi riporto una definizione di povertà che condivido molto:

“Dal punto di vista dei singoli, la povertà per scelta è apertura permanente, prontezza nella condivisione, libertà collettiva. E’ la scelta di vivere ospitalmente, imparando ogni giorno a ricevere e a dare. Già da questo primo passo fondamentale l’orizzonte di chi intraprende un simile cammino si dilata. Si può credere che una strada del genere sia esclusiva, un eroismo particolare per dei cristiani speciali, quelli che hanno avuto il coraggio, come si dice, di ‘offrire tutto a Dio’.

Il monachesimo cristiano fa slatare l’immagine di uno stato di vita privilegiato perchè, in verità, è simbolo vivente e profezia della comune umanità di tutti. Sono infatti la fisiologia e la dignità della condizione umana universale a chiedere di esistere secondo ospitalità e non secondo esclusione, secondo la libertà della condivisione e non sottomessi alla coazione ad accumulare, a profittare, a competere, a distruggere.”

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Torneo di Scoutball – i risultati!!

May 19, 2008 on 8:11 | In Agesci, News | No Comments

Risultati del torneo di scoutball

1° Rimini 3 “selezione”
2° Villanova
3° Padova 5 “scalpi di fuoco”

Noi abbiamo purtroppo pagato lo scotto della prima volta: non abituati al tipo di gioco, fiaccati dalle assenze, mancanti di qualche pezzo da novanta non siamo riusciti a superare il girone di qualificazione. Non essendo potuto essere presente mi hanno riferito che se avessimo effettuato più cambi, ossia se fossimo partiti in numero maggiore, forse saremmo arrivati più in alto.
Ci stiamo preparando per settembre!!!

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Online Scuoladitatuaggio.it

May 17, 2008 on 8:02 | In News | No Comments

Da oggi è online il nuovo sito di Geppi Serra. Geppi si è avvalso di qualche consiglio di Espace per posizionare sui motori di ricerca il suo nuovo sito e per vestirlo graficamente.
La conoscenza con Geppi è il risultato del buon lavoro fatto con Tatuaggi.it e con il mitico Giuseppe di Tattoo Fantasy.

www.scuoladitatuaggio.it

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Scoutismo e crediti formativi!!

May 15, 2008 on 8:18 | In Agesci | No Comments

Strana cosa che lo scautismo entri nelle scuole anche se da una porticina minuscola laterale:

questo il link per scaricare il modulo

Il modulo deve essere firmato dal capo-gruppo.

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