L’ospitalità nel cuore delle Marche
October 15, 2003 on 23:07 | In News | No CommentsMarina mori
L’annuale festa della cooperativa Pars – che opera con tossicodipendenti e disabili – ha messo a tema “Educazione è libertà”, offrendo testimonianze di impegno educativo e accoglienza gratuita
“Educazione è libertà” è il titolo che la Pars e la CdO Marche Sud hanno scelto per il consueto appuntamento che richiama, presso Villa Fermani a Corridonia, soci e amici per un bilancio di fine anno con alcuni momenti significativi di festa e incontro.
Nella verde cornice di Villa Fermani, ricca di stand gastronomici, spazi adibiti all’animazione per ragazzi e ai giochi popolari, l’angolo fiorito allestito dal Centro “Le Serre” e quello dedicato a ceramiche e artigianato artistico, sono stati offerti momenti di riflessione.
Nella prima giornata la CdO ha proposto un incontro sul tema “Il futuro delle PMI (Piccole Medie Imprese) nelle Marche”. Questo incontro, oltre a fare il punto sull’attuale bisogno di una profonda ristrutturazione della nostra economia locale, ha sottolineato l’evidente necessità di luoghi educativi per l’imprenditore in quanto l’organizzazione della produzione non richiede oggi solo tecniche, ma una capacità umana, che solo un’educazione può permettere, assieme alla riscoperta del valore sociale della manualità e della tipicità nella produzione locale.
A questo incontro è seguita la cena di beneficenza attraverso la quale gli associati della CdO hanno voluto partecipare con un gesto concreto alla realizzazione del Villaggio “San Michele Arcangelo”, una struttura che sta sorgendo nella campagna del comune di Corridonia, che accoglierà minori, giovani e adulti in difficoltà, in una comunità familiare allargata i cui pilastri saranno tre famiglie che si assumeranno la responsabilità pratica ed educativa di quanti saranno loro affidati.
La seconda giornata ha proposto la presentazione del libro di don Giussani Il miracolo dell’ospitalità. Dopo l’introduzione di Josè Berdini, responsabile della Pars, hanno portato la loro testimonianza riguardo all’ospitalità persone che vengono da differenti esperienze di accoglienza. Lorenzo Crosta, della cooperativa Solidarietà, che si occupa di accoglienza e affido di ragazzi portatori di handicap, ha sottolineato che dobbiamo imparare a guardare le persone non per quello che rappresentano per noi, ma semplicemente perché ci sono. Per Crosta chi fa esperienza di accoglienza non è più bravo degli altri: semplicemente si occupa di chi gli è stato dato, così come un genitore si occupa del proprio figlio, perché neanche il figlio è nostro, ma ci è stato affidato da un Altro. Suor Daniela Petrella, dopo aver ripercorso la storia e il carisma della congregazione “Figlie dell’Addolorata” cui appartiene, ha parlato di “maternità e paternità spirituale” come esperienza concreta e quotidiana portata avanti nella scelta di essere “madre” per minori in stato di abbandono o affidatigli dal tribunale, in questa società dove spesso si confonde il procreare con l’essere genitori… Ci ha parlato di notti insonni passate a vegliare bambini in lacrime e di altre passate nel letto con creature che le si attaccavano al corpo per paura di vivere nuovamente l’esperienza dell’abbandono e del distacco. Infine la testimonianza del dottor Marco Bertoli, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Bassa Friulana, che, oltre a parlarci della sua esperienza di comunità per malati psichici, ha proposto il “perdono” come azione concreta di ospitalità e accoglienza: «Ricordati che per te quella porta sarà sempre aperta».
Marco Bersanelli, docente di Astrofisica presso l’Università degli Studi di Milano, ha appassionato tutti gli ascoltatori rispondendo, prima di tutto, alla domanda: «Che c’entro io con le stelle?» e riprendendo gli interventi precedenti, ha sottolineato la semplicità dell’accoglienza che è un gesto che riguarda non le strutture esterne, ma il suo stesso io nella vita quotidiana.
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